SINTESI DELL’INCONTRO PARTECIPARE PER COOPERARE - PROPOSTA DI COLLABORAZIONE TRA CITTADINI E AMMINISTRAZIONE COMUNALE
San Giorgio Jonico (TA)
Il Comitato per la Co-Governance, nato e operante a Taranto da circa un anno, con il percorso di partecipazione dei cittadini e le forme innovative di collaborazione e corresponsabilità con le istituzioni locali, ha vissuto una nuova e importante tappa sabato 14 maggio a San Giorgio Jonico.
Le crisi di questi anni – prima economica, poi la pandemia e infine la guerra - sono accentuate da una crisi antropologica e relazionale del nostro tempo, originante da un deficit di comunione e da un eccesso di individualismo.
Il governo urbano è un compito complesso. A San Giorgio è emerso che la città può divenire uno spazio di sperimentazione ove trasformare paure, fratture sociali e conflitti, in opportunità generative di risposte. Sono già in atto, con la presenza attiva delle associazioni e non solo, diverse e interessanti iniziative. Noi abbiamo chiesto un passo in più: prendere a cuore non solo le problematiche legate alla sfera personale, familiare o di gruppo, ma anche i problemi di interesse generale, quelli cioè che riguardano tutti e che fanno riferimento ai beni comuni.
Ogni città, ma anche ogni quartiere ha una propria originalità e dovrebbe scoprire specifiche risorse per esprimerle al meglio. La pratica di aprirsi ai propri vicini porta a migliorare il senso di comunità e a costruire nuove forme di collaborazione. Troppo spesso tanti concittadini si sentono impotenti e sfiduciati.
Il Comitato per la Co-Governance prende spunto da un convegno internazionale svoltosi a Castegandolfo nel gennaio 2019 - organizzato dal Movimento dei Focolari - dal titolo: “Co-Governance corresponsabilità nelle città oggi”; prima edizione di un’iniziativa che ha visto la presenza di oltre 400 amministratori pubblici, politici, imprenditori, accademici e cittadini di 33 Paesi.
Questo progetto guarda alla Comunità come una rete di beni in relazione, pone l’accento sulla corresponsabilità tra chi agisce dalle istituzioni e chi agisce dai luoghi vivi della città.
Per arrivare agli obiettivi preposti abbiamo come riferimento la strada indicata da Papa Francesco nella Enciclica Fratelli Tutti, nella quale Egli parla di far crescere la cultura dell’incontro secondo uno stile di vita che tende a formare un poliedro con molte facce, tanti lati, ma tutti compongono un’unità ricca di sfumature, perché il tutto è superiore alla parte. Il poliedro rappresenta una società in cui le differenze convivono integrandosi, arricchendosi e illuminandosi a vicenda, benché ciò comporti discussioni e diffidenze.
L’evento è nato grazie ad una bella collaborazione, iniziata un anno fa con il Sindaco e via via con altri esponenti della Giunta, con varie Associazioni e singoli cittadini. Abbiamo vissuto un momento di formazione sul principio di sussidiarietà e sul tema della cittadinanza attiva, formulata la proposta - rivolta al Sindaco, agli Assessori e ai Consiglieri comunali presenti - di adottare il Regolamento Labsus sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione, al fine di unire l’impegno dei vari attori sociali per prenderci cura dei quartieri , della città, nostra casa comune e dell’umanità che in essa vi abita.
Un bell’esempio di partecipazione: oltre 120 persone tra rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, singoli cittadini, rappresentanti delle associazioni, professionisti dei vari settori. E un bel punto di partenza per un futuro di maggiore coesione sociale, che nasce dal basso, getta ponti, coinvolge nuovi soggetti e produce circoli virtuosi.
Molto apprezzate le parole del Sindaco: dott. Mino Fabbiano; le relazioni di Mons. Antonio Panico, Vicario Episcopale per la Società e il Creato, Docente di Sociologia alla LUMSA; dell’avvocata Vanda Samengo; dell’Assessora ai Servizi Sociali, la dott.ssa Adele Castellano; dell’Esperta in Progetti Sociali, la Dott.ssa Maria Teresa Marangi; gli interventi degli Amministratori Comunali, di alcuni cittadini e rappresentanti delle associazioni.
E’ stato detto nel corso dei vari interventi:
La Costituzione, all’articolo 118 ultimo comma, ci dice di favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini singoli e associati per lo svolgimento di attività di interesse generale.
Quello di oggi è un argomento che ci sta molto a cuore in quanto la nostra, pur essendo una piccola città, mostra più anime; l’impegno è quello di far diventare questa piccola città un’unica e bella comunità. Insieme al nostro Sindaco, a voi e alla nostra comunità vogliamo aprire ad un’idea importante, quella del Regolamento, che venga ad istituzionalizzare il rapporto di collaborazione tra Amministrazione e cittadini. Il vissuto sociale di San Giorgio è pronto per iniziare questo cammino.
I cittadini protagonisti, non solo spettatori, ma soprattutto collaboratori dell’Amministrazione su un piano paritario; ciò porta benessere, aiuta le persone ad uscire dalla solitudine, crea senso di appartenenza, coesione sociale e rafforza la comunità.
Incrementare la nostra rete con la presenza dei rappresentanti delle aziende e della scuola.
Non ci può essere progettazione senza ascolto reciproco.
L’entusiasmo di questa sera rappresenta lo stimolo per iniziare a lavorare, è un primo passo verso un buon lavoro per il nostro territorio; chi ben comincia è a metà dell’opera.
Un punto di partenza, ed è la strada giusta; Io, questa sera, sono felice.
A conclusione, il Sindaco, mostrando non poco apprezzamento per i contenuti dell’incontro e per l’entusiasmo manifestato da varie persone intervenute, ha espresso la volontà di avviare il procedimento amministrativo per l’approvazione da parte del Consiglio Comunale del Regolamento Labsus sulla collaborazione tra i cittadini e l’Amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani, e, subito dopo, dare luogo all’attuazione dello stesso con l’attivazione dei Patti di Collaborazione.
In questi anni, oltre 200 tra città e comuni minori italiani hanno adottato il Regolamento Labsus con successivi circa 6000 patti di collaborazione. Per primo il comune di Bologna, nel 2014.
Collegati con noi, come uditori, la professoressa Daniela Ropelato - Docente di Scienza Politica all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI) e alla Pontificia Università S. Tommaso D’Aquino di Roma - e alcuni suoi studenti, con i quali tratta il corso di Politiche pubbliche e l’argomento della partecipazione e della corresponsabilità dei cittadini.
Ecco le parole rivolte ai partecipanti dalla Professoressa Ropelato:
La sperimentazione che state portando avanti con questi incontri entra anche nelle aule di studio delle nostre e vostre università. E questo è importante perché alcuni studenti che sono presenti oggi e non solo oggi, con cui ragioniamo e riflettiamo di partecipazione e amministrazione condivisa, vengono da altri Paesi del mondo.
Sentitevi responsabili anche di questa trasmissione di buone pratiche, di sperimentazione positiva, che parte dal territorio pugliese e non sappiamo dove arriva, perché questi giovani la portano con loro e ne fanno come una spinta, una intenzionalità di cambiamento e innovazione anche per i loro Paesi. Perciò, grazie molte, lo dico a nome mio personale ma anche a nome degli studenti con i quali parliamo di queste cose. Vi chiediamo di andare avanti in questa esperienza anche per noi, per continuare a darci il motivo di studiare e di riflettere su questi nuovi paradigmi di cui la nostra società ha più che mai bisogno.
Alcune note sul tema della sussidiarietà
Mons. Antonio Panico: Lo stato non dev’essere invasivo, i cittadini vanno responsabilizzati; quello che fa il cittadino, soprattutto insieme ad altri, deve essere sussidiato, aiutato. Questo è il principio di sussidiarietà. Le istituzioni pubbliche devono dare una mano ai cittadini perché possano emanciparsi, ed è la responsabilizzazione grande che la Chiesa vorrebbe che fosse di ogni persona, di ogni cittadino. Noi oggi dobbiamo essere veramente contenti perché anche dalle nostre parti si sta prendendo in considerazione la società civile non semplicemente come un bacino elettorale. No, la società civile nelle sue forme associative, diventa protagonista e - cosa bellissima - collabora con le istituzioni. E le istituzioni sono disposte non solo ad ascoltare, ma a realizzare le cose insieme. “Nessuno si salva da solo”. Tutti abbiamo bisogno degli altri. Il Papa ci ripete quanto sia indispensabile lavorare insieme perché vengano risolti i problemi.
Una società sana quindi assicura e richiede la partecipazione e la corresponsabilità dei cittadini e stimola la loro soggettività. L'idea della soggettività implica che ad agire debbano essere quelli che denominiamo cittadini attivi. Persone "in azione", naturalmente più vicine ai bisogni individuati e segnalati. Le istituzioni sono chiamate ad agevolare questo processo.
Tale partecipazione attiva alla vita comunitaria rappresenta anche una garanzia per la stessa democrazia. Ciò comporta che i vari soggetti della comunità civile siano informati, ascoltati e coinvolti.
In base al principio di sussidiarietà, ogni persona, famiglia o gruppo ha qualcosa di originale da offrire alla società. Lo Stato o le istituzioni locali devono porsi in atteggiamento di aiuto (subsidium) – quindi di sostegno, promozione, sviluppo - rispetto ai cittadini, ai gruppi, in modo che questi possano svolgere adeguatamente le loro funzioni.
Con il principio di sussidiarietà non rispettato si generano forme di accentramento, di assistenzialismo, di presenza ingiustificata ed eccessiva dello Stato e dell’apparato pubblico, con effetto di deresponsabilizzazione da parte dei cittadini.
L’attuazione di esso invece comporta il riconoscimento del primato della persona e della famiglia, la valorizzazione delle associazioni, l’incoraggiamento offerto alle iniziative che nascono dal basso, purché ogni attività nasca e venga portata avanti per motivi di interesse generale.
Sono da escludersi gli atteggiamenti che inducono il cittadino a forme di partecipazione scorrette, o i tentativi di contrattare le condizioni più vantaggiose per sé o per i propri amici, per bisogni egoistici o legati ad una scelta elettorale.
Alcune note dal Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazioni per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni urbani
Avv. Vanda Samengo: Il Regolamento, elaborato da Labsus (Laboratorio di Sussidiarietà), disciplina le forme di collaborazione tra cittadini e Amministrazione, definisce i beni comuni, i cittadini attivi, l’amministrazione condivisa, i patti di collaborazione, la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa; si ispira a valori come la fiducia reciproca, la trasparenza, le pari opportunità, la partecipazione dei bambini, la sostenibilità, l’autonomia civica. Contiene le disposizioni di carattere procedurale, sulle modalità di svolgimento delle attività concordate, sulla valutazione dei servizi resi, gli indirizzi, gli obiettivi ed i risultati raggiunti.

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